Mancamento Azzurro

Musica/ canzoni/ poesie/ racconti da Andrea Zanzotto

Del poeta Andrea Zanzotto ricorre quest’anno il centenario della nascita e Vasco Mirandola, con i musicisti Erica Boschiero e Sergio Marchesini, compie un viaggio a ritroso nella produzione del grande poeta, alla ricerca di quell’alone “dove i suoni possono dialogare con le parole per portare alla mente, al cuore, quello che la poesia dice ma non dice del tutto”. Zanzotto è stato uno dei pionieri della corrente ecologista nella letteratura italiana e uno dei pochi autori contemporanei sensibile al dialogo tra storia e geografia.


Volevamo tentare una azione avventurosa, musicare Andrea Zanzotto o meglio rendere in musica Andrea Zanzotto, cercando di cogliere quell’alone “dove i suoni possono dialogare con le parole per portare alla mente, al cuore, quello che la poesia dice ma non dice del tutto».
Qualcuno sostiene a ragione che la straordinaria musicalità dei suoi versi sia tale da non poter sopportare nessuna forma di commento sonoro. Sarà forse per questo che sono pochi coloro che hanno tentato questa impresa.

Siamo partiti dalla sua ultima opera Haiku for a season, ci ha incuriosito il fatto che uno scrittore, che ha riempito pagine e pagine di parole, sia arrivato alla fine del suo percorso a confrontarsi con una struttura poetica essenziale, minima, piena di silenzi e di riverberi.
Siamo entrati in questo non-luogo e l’abbiamo fatto diventare metro di misura per scegliere tra le poesie e i racconti della sua abbondante produzione. Quando e dove si crea questa sospensione, questo incanto fonico e limpidezza di pensiero?

Abbiamo percorso a ritroso tutte le sue opere, togliendo, spostando, facendo aria tra le sperimentazioni, le citazioni, i rimandi della sua prodigiosa cultura, per cercare qualcosa che risuoni in noi e che in qualche modo definisca un sentire attuale, ferito da una situazione di sbandamento, di costrizione, di mancamento.

In questo percorso abbiamo trovato utile quel “tirar su tutto con le radici” ( in Filò, Idioma in particolare), ripercorre episodi e memorie di un tempo da cui fuoriescono «sudore, parola, / profumo, fumigazione, tutte quelle parole / che come sassi e pietre sono necessarie per poggiare i piedi».

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Foto di Lina Padovan